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Resum |
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Clara
Silvia Roero Durante la sua lunga e intensa attività scientifica Giuseppe Peano (Spinetta,CN 1858–Torino 1932) dimostrò un’estrema varietà di interessi culturali che lo portarono ad occuparsi di analisi matematica, logica, critica dei principi, fondamenti della matematica, geometria, calcolo numerico, storia delle matematiche, meccanica razionale, matematica attuariale, didattica, linguistica, giornalismo e tipografia. Quest’ampio ventaglio di interessi emerge dalle opere e dal ricco archivio di corrispondenze e manoscritti, conservato nel Fondo che l’allievo di Peano, Ugo Cassina, donò nel 1955 alla Biblioteca civica di Cuneo. L’Opera omnia di Peano, le riviste che fondò e le lettere inviategli da matematici, filologi, linguisti, insegnanti, filosofi, allievi e studiosi provenienti da tutto il mondo e le minute delle sue risposte sono raccolte sui Cd-Rom editi dal Dipartimento di Matematica dell’Università di Torino. Oltre a costituire una preziosa collezione storica e uno strumento di indagine per gli studiosi, essi rappresentano un’evidente testimonianza dell’impegno costante di uno dei protagonisti della matematica del XIX e XX secolo verso la scuola, la cultura e la società del suo tempo. La
Rivista di Matematica, fondata da Peano nel 1891 con
finalità essenzialmente didattiche, “occupandosi specialmente di
perfezionare i metodi di insegnamento”, contiene, fra l’altro,
articoli e discussioni sui fondamenti della matematica e costituì la
base per il grandioso progetto del Formulario Matematico
(1894-1908). Vi comparivano recensioni dei principali trattati,
presentazioni dei più recenti risultati della ricerca matematica,
resoconti di congressi, necrologi e soluzioni di problemi proposti. La
schiera dei collaboratori della Rivista annoverava numerosi
matematici italiani e stranieri e il folto gruppo degli allievi di Peano.
Attraverso le sue pagine si respira l’atmosfera e l’entusiasmo per
la ricerca che contagiava i giovani e gli insegnanti che seguivano il
celebre maestro. Nei fascicoli dell’Academia pro Interlingua, denominati Discussiones e Circulares, si assiste invece al tentativo di propagare, in modo democratico, una lingua internazionale che facilitasse i rapporti scientifici fra tutte le nazioni e favorisse il progresso della civiltà e della cultura, garantendo così anche la pace e la felice convivenza dei popoli. |